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Inaugurazione piazza Carlo Pieracci

Inaugurazione piazza Carlo Pieracci
Inaugurazione Piazza Carlo Pieracci - parcheggio di fronte al Castello della Badia - alla presenza dei familiari e delle autorità locali.

Sabato 30 Dicembre 2017 | ore 10.30

 

Locandina Inaugurazione Piazza Carlo Pieracci

 

PIERACCI CARLO è nato a FRASSINORO il 14/7/1923 e deceduto a MODENA il 7/8/1998. Originario della frazione di Spervara, compiuti gli studi obbligatori, è emigrato definitivamente a Modena il 28/2/1949.

Seguendo la sua predisposizione per il settore meccanico, s’iscrive a un corso serale presso l’istituto Industriale Corni, dove consegue il diploma.

Trova inizialmente lavoro presso la FIAT, dove rimane ininterrottamente per 25 anni.

A 50 anni (1/3/1974) viene chiamato a svolgere lavoro di consulente presso la ditta DEVON con sede a Bologna.

 

Negli anni ’60 e ’70 il comune di Frassinoro non aveva sul proprio territorio possibilità lavorative diverse oltre a quelle agricole e questa situazione provocava una continua migrazione dei giovani, ma anche di intere famiglie, verso i comuni della pianura (Sassuolo, Modena, Bologna ma anche Milano, Genova, Firenze, Torino….)

Inizialmente, il signor Pieracci contribuì a far assumere un certo numero di persone presso la ditta dove lavorava ma, in seguito, convinse il suo datore di lavoro – il dott. Costato – ad investire nel comune di Frassinoro per far nascere un’unità locale della ditta DEVON cosicché le persone non fossero costrette ad emigrare per trovare un lavoro diverso da quello del contadino o dell’allevatore.

 

Negli anni, la ditta “DEVON” è passata ad altri proprietari e ha cambiato nome – ora si chiama TRENTON - ma continua ad essere tuttora un’importante e fondamentale realtà lavorativa del comune di Frassinoro e dei comuni limitrofi - quali Montefiorino, Villa Minozzo, Palagano –  con più di 100 dipendenti.

 

Carlo Pieracci ha contribuito a modificare il “volto” economico del comune di Frassinoro, creando un polo industriale vitale per il paese, e a frenare in parte l’esodo da queste montagne verso le città.